Il ciclo d’azione

C’è l’azione di creare e sapere che si sta creando. C’è l’azione di creare e non sapere che si sta creando. Quando si guida una macchina o un carro, si fanno molte azioni di cui non si è consapevoli; noi chiamiamo tali azioni, azioni automatiche. Si fa qualcosa senza essere consapevoli di farla. Si comincia a creare qualcosa e poi si pone questo pensiero, che è ancora attivo, al di là della propria portata, e la creazione continua a verificarsi.

Esempio: un uomo ha un impiego. Svolge il proprio lavoro. Vale a dire che egli crea-crea-crea un lavoro per giorni, settimane e anni. Fintantoché crea il lavoro, il lavoro esiste. Un bel giorno egli dipende dal lavoro (lo dà per scontato). Non lo crea più. Esso cessa di esistere e lui rimane senza lavoro. L’apparenza è che s’è messo a fare il fannullone e quindi è stato licenziato. La realtà è che ha smesso di creare il lavoro e che quindi non l’ha più.

Esempio: un uomo fa affidamento su di una donna perché gli curi la casa. Un bel giorno la donna non è più con lui. Egli non è più capace di occuparsi della casa anche se prima di sposare quella donna, era in grado di farlo.

Esempio: un uomo è sano di mente. Si mette in testa che essere squilibrati è meglio. Comincia a diventare squilibrato (questo perché ha creato la cosa) e poi fa innumerevoli cose per rimanere sano di mente. Egli stava già creando uno stato di sanità mentale. Poi ha contro-creato squilibrio mentale. E quindi ha controcreato sanità mentale contro squilibrio.
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